Esposizione Balenciaga (1/2): « Opera al nero »

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Un’esposizione in due tappe: Parigi e Londra… Il museo Bourdelle esponeva questa primavera fino all’estate settanta creazioni di Cristobal Balenciaga (1895-1972) per l’anniversario dei 100 anni della Maison de mode. Balenciaga che é considerato il più grande stilista spagnolo e conosciuto come le « couturier des couturiers« . La mostra ripercorre diversi decenni della carriera dello stilista aventi come « fil rouge » la ricerca incessante e la creazione che tendono alla perfezione assoluta.

Rating mostra: 7/10.
Forze: le opere di Balenciaga sono delle opere d’arte, piu che dei vestiti. Quasi troppo perfetti per essere
indossati. Immensi e intemporali.
Da migliorare: fare una mostra in un museo gia’ dedicato ad altro e’ un’ottima idea, ma in questo caso il percorso era troppo complicato, il museo troppo grande e ricco di opere.

Un bravo stilista deve essere un architteto per i disegni, uno scultore per la forma, un pittore per il colore, un musicista per l’armonia e un filosofo per la misura.
— Cristobal  Balenciaga 
La prima tappa dell’esposizione è a Parigi nel mese di maggio al museo Bourdelle. Questo museo era la casa del famoso scultore ed e ricco di opere monumentali di grandissimo effetto.
Il percorso dell’esposizione’ interessante anche se difficile da seguire, il museo tra interno e esterno e’ grande e non sempre si capisce qual’e il filo logico della mostra. Un’esposizione che si trasforma in una quasi caccia al tesoro, si cerca la direzione, le creazioni di Balenciaga che e un vero architetto della moda e che spesso si perdono tra le sculture di Bourdelle.
C’e molta gente e tutti sembrano un po persi anche se affascinati, le spiegazioni sono un po’ scarse, ma alla fine troviamo la dependance dove si trovano la maggior parte dele creazioni dello stilista spagnolo. Molte sono in un seminterrato con luce soffusa, essendo la maggior parte in colori sobri (tra cui il nero) l’effetto che si ha e’ austero, freddo, indubbiamente bello ma troppo distaccato. Forse e’ voluto, chissa?
Il vestito diventa indipendente dal corpo che vestira’, e’ un involucro a se’, un lavoro sculturale, architeturale dove la silhouette della donna passa in secondo piano. In questo equilibrio  i cappelli diventano un accessorio fondamentale e sono molto originali.
Le dentelles sono un must di questo couturier che le abbinera’ in maniera eccelsa, sublimando il fascino femminile.
Splendidi gli accostamenti di colore (nero e bianco) o nero e rosa (il mio colore preferito) in un’estrema raffinatezza.
Ma si esce senza il « coup de foudre » che questo talentuoso couturier meritava.
Peccato, andrà meglio a Londra.
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