Esposizione Mark Shaw — Galeria MR14

L’arte di scriver storie sta nel saper tirar fuori da quel nulla che si è capito della vita tutto il resto; ma finita la pagina si riprende la vita e ci s’accorge che quel che si sapeva è proprio un nulla

Italo Calvino — Il cavaliere inesistente

La galleria MR14 esponeva l’estate scorsa una selezione di fotografie di Marc Shaw avente come tematica le sfilate degli anni ’50 dei grandi stilisti dell’epoca e in particolare di Dior. Visita di questa mostra eccezionale che ci ha permesso di rivivere questo periodo irripetibile della moda e di accedere inoltre ai preparativi backstage delle sfilate

Voto mostra: 8/10. Punti positivi: le foto, le foto e ancora le foto e la magia che sono state in grado di creare.  Punti da migliorare: la boutique non esiste. Sembrerebbe la prima di una serie di esposizioni dedicate al grande fotografo. Non mancheremo le altre.

Da vivere senza moderazione!

Crediti fotografici: Foto originali © Mark Shaw/mptvimages.com

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© Mark Shaw/mptvimages.com

Arriviamo all’esposizione fotografica di Marc Shaw (1921-1969) nel primo pomeriggio dopo una passeggiata nel celebre quartiere Marais di Parigi. Entriamo in un immobile, attraversiamo una corte per poi introdurci nella galleria.

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L’esposizione é organizzata in tre sale molto grandi, gli ambienti sono nudi, ma attraverso le grandi finestre riflettono la luce imponente di questa fine estate parigina. L’ambiente e l’entrata sono minimaliste, ma a noi piace perché si arriva immediatamente al contenuto, a quello per il quale siamo venuti: le foto di Mark Shaw. Questo fotografo americano mondialmente conosciuto che lavoro’ per le più grandi riviste di moda come Harper’s Bazar, Life Magazine, Mademoiselle e per maison di moda tali che Balmain, Balenciaga e Dior.

 

© Mark Shaw/mptvimages.com

Le foto hanno come oggetto i défilé di moda degli anni ’50 di questi couturiers, in particolare di Dior di cui si celebra il 70 anniversario della nascita della maison. Sono foto vive, molto realiste. Siamo catapultati in meno di un batter di ciglia dall’atmosfera minimalista del luogo dell’esposizione ai défilé di Dior e degli altri, compresi i backstage. Quasi come se fossimo tra gli spettatori che ebbero il privilegio di assistere alle sfilate e all’imporsi del New Look.

 

 

© Mark Shaw/mptvimages.com

Ci sono una cinquantina di cliqué, tra bianco e nero e a colori, non dimentichiamo che Mark Shaw fu il primo ad introdurre il colore nell’immagini di moda. I colori sono straordinari, la retrospettiva delle foto perfetta, quello che gli permette allo stesso tempo di catturare l’istante attraverso l’immagine e di renderla viva, immortale per l’eternità.

 

© Mark Shaw/mptvimages.com

Osservando queste foto che sono di un realismo incredibile, mi sembra di  ascoltare i mormorii, gli applausi, di percepire le emozioni di coloro che insieme alle modelle sono i protagonisti di questi ritratti di vita: il pubblico. Definirei Marc Shaw il « neorealista della fotografia di moda »; si percepisce ancora l’emozione, la frenesia del backstage, dopo 60 anni tutto attraverso queste foto é vivo, crudelmente e magicamente vivo. Durante tutta la visita ho avuto la sensazione di vivere quei momenti, di ritrovarmi negli anni ’50, tra i più fecondi della storia della moda. Ho quasi l’impressione di aver intravvisto tra tutte queste foto, nascosto, ben nascosto l’immagine di Dior, la sua magia, la sua immensità. Nelle foto tutti sono protagonisti, dalle modelle e i loro meravigliosi vestiti che sembrano opere d’arte ai vestiti degli spettatori, che rispecchiano i costumi di quegli anni. Il contrasto é forte: talmente tutto é perfetto che le modelle sembrano marziani provenienti da un’altro mondo.

 

© Mark Shaw/mptvimages.com

Raramente la moda ha sublimato a un tale livello la bellezza umana. Ma che emozione, questo contrasto sottolinea ancora più nettamente quale fu il coraggio di questi couturiers del dopoguerra, la loro bramosia di cambiare la moda, l’immagine della donna. Visionari che ebbero il loro massimo rappresentante in Dior: l’unico, l’inimitabile.

 

© Mark Shaw/mptvimages.com

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Queste foto hanno un’anima, alla fine dell’esposizione é duro, durissimo tornare ai giorni nostri. Esco dalla mostra felice, con un senso di pienezza dell’anima grazie a questa fuga in un tempo dove tutto era possibile o almeno lo si credeva, dopo gli anni terribili della guerra, un tempo e un’illusione che non ci sono più…

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