Mostra « Femininities — Guy Bourdin » alla Maison Chloé

Ancora pochi giorni prima che finisca per visitare la mostra Guy Bourdin alla Maison Chloé, Parigi 8.

Voto mostra: 9/10. Forze: la guida, la visita intimista (che bello sembrava di visitare la casa di un’amica), il percorso dell’esposizione e l’idea dell’abbinamento Bourdin / Chloé un vero capolavoro. Punti da migliorare: la boutique non esiste, per una appassionata di moda che fa incetta di libri ad ogni esposizione, e’ stato frustrante. Comprato catalogo in ogni caso 😊. Grandissima partenza e aspetto con trepidazione la prossima esposizione! Questo nuovo centro culturale della maison Chloé ha veramente tutti i numeri per diventare un must a Parigi.

« Voglio difendere una moda destinata a rivelare la personalità di colei che l’indossa, una moda che disegni i tratti di un carattere, di un comportamento, senza mai imporre un look. » 

– Natacha RAMSAY-LEVY, Direttrice creativa di Chloé

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Arrivo all’esposizione di Chloe a fine giornata di un venerdi pioggivinoso nella nuova sede parigina nel quartiere piu’ esclusivo di Parigi, l’8 arrondissement.

Una bella sorpresa ci attende, una visita guidata (siamo solo in 5) con una relatrice di eccezione che durante 1.30 ci raccontera’ in maniera appassionata la storia di questa marca di pret a porter di lusso che negli anni ’50 invento’ un’alternativa alla haute couture.

Una maison creata da una donna moderna: Gaby Aghion (1921-2014) che aveva voglia di uno stile piu’ libero e che fu l’artefice dell’inizio dell’idea di pret a porter. Infatti a quell’epoca il pret a porter come oggi non esisteva, quello che esisteva era la copia dei modelli di haute couture, chiamata la confection.

Mme Aghion proveniente da una famiglia agiata decise allora di creare la sua casa di moda perche’ non trovava quello che desiderava sul mercato, e voleva dei vestiti che potessero riflettere meglio la personalità delle donne, pronti ad indossare. Nella prima sala sono esposti vestiti, borse, scarpe che coprono più di  20 anni della maison, sono tutti di una grande raffinatezza, personalità… difficile da paragonare al livello del pret a porter di oggi.

La donna creata dalla maison ha uno stile ben preciso quello di un’eleganza decontratee per una donna allo stesso tempo indipendente, libera e estremamente femminile. Devo dire che dobbiamo ancora visitare tre piani di esposizione, ma a me questa Gaby piace molto, una appassionata e abile donna di affari che ha ben marcato la storia della moda. Seppe raggruppare intorno a lei un gruppo di stilisti e nel corso della visita vediamo dei capi molto belli, molti firmati da Karl Lagerfeld che dal 1965 e per quasi un ventennio fara’ di Chloé un’ istituzione nella moda di quegli anni. Altri designer si susseguiranno tra cui Stella McCartney per arrivare all’attuale direttrice creativa : Natacha Ramsay-Levy.

Nei piani successivi di questo raffinato hotel particolare veniamo introdotti nel mondo di Guy Bourdin (1928-1991), geniale e talentuoso fotografo francese di moda e di pubblicità che lavoro’ per le più grandi riviste di moda e per diverse maisons di moda tra le quali Chanel, Grès, Ungaro, e ovviamente Chloé. Nelle sue foto niente é improvvisato, il processo di creazione segue un modello preciso, il fotografo prima di utilizzare la macchina fotografica disegna con precisione ogni dettaglio delle sue foto. La sua creatività non ha limiti, le sue foto nel corso dei decenni non invecchiano anzi il contrario, si innalzano a dei pezzi unici, quasi dei quadri dipinti dalla luce dell’obiettivo con uno stile unico, precursore, estremamente moderno.  Quello che mi ha sorpreso é la freschezza delle foto, un vero genio che in una carriera quarantennale é capace di reinventare la sua visione della realtà riuscendoci a stupire ad ogni scatto. Queste foto sembrano delle immagini di un film, raccontano una storia, nelle pubblicità (molte per le campagne pubblicitarie di Charles Jourdan o di Roland Pierre)  lo spettatore da semplice osservatore é invitato a partecipare lui stesso, raccontandosi una trama per ciascuno diversa. Ai modelli di Chloe sono associati fotografie in bianco e nero e poi a colori con il susseguirsi degli anni.  Il fotografo ha infatti firmato numerevoli editoriali di moda con le creazioni di Chloe per Vogue Paris.

Oggetti, vestiti, fotografie e riviste di moda, tutto e’ presente in un’alchimia riuscita perfettamente per trasportarci attraverso lo sguardo discreto e provocatore di Bourdin in un viaggio del tempo dagli anni ’50 fino a quelli ’80 tra lo chic bohemien della marca e le fotografie irriverenti di questo grande artista dell’immagine che e’ Bourdin. Un genio che ha rivoluzionato l’immagine della moda, di cui ogni foto provoca ammirazione e turbamento e che resta fonte d’inspirazione per numerosi artisti.

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